Mario Marazziti - Pagina Ufficiale

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venerdì 24 marzo 2017

Intervento alla Conferenza dei 27 paesi europei sulle politiche sociali europee


Speech available both in Italian and English
Intervento disponibile sia in italiano che in inglese  


Malta – incontro dei Presidenti delle Commissioni Affari sociali

Intervento di

Mario Marazziti – presidente della Commissione Affari sociali – Camera dei Deputati




Qual è la condizione della povertà oggi?

Abbiamo sentito molto dal presidente Farrugia, dall’onorevole Decelis, da miss Thyssen, da mr. Lara Montero, da Miss Jones. Possiamo riassumerlo così:

La povertà impoverisce i paesi. Combattere la povertà è un investimento e rende i paesi più ricchi. Dobbiamo invertire la tendenza.

I dati estratti nel 2016 dalle statistiche dell’Unione europea sul reddito e le condizioni di vita mostra no un peggioramento della situazione sociale, con l’8.1% della popolazione europea che vive in situazioni di estrema deprivazione materiale e il 10.5% che vive in contesti familiari a intensità lavorative molto basse, il che sembra rendere impossibile raggiungere l’obiettivo di avere 20 milioni di persone in meno a rischio di povertà e di esclusione sociale entro il 2020.

lunedì 13 marzo 2017

DAT, una legge possibile e migliorabile. Un diritto mite per costruire nel dialogo le soluzioni migliori per tutti


Intervento nella discussione generale della legge su DAT e Fine Vita

Presidente, Colleghi deputati,

un giornalista-scrittore svedese. Carl-Henning Wijkmark alla fine degli anni ’70 pubblicò un libretto corrosivo, La morte moderna, che racconta di un simposio di due giorni di immaginarie autorità scientifiche e politiche svedesi di fronte al tema: “il crescente numero di anziani”, che “rende insostenibile l’economia del Paese”. Nel libretto si diceva: “ci vorrebbero più morti”. “Ma come fare? Morire è considerato innaturale. Adesso più che mai”. Si diceva:  “La radice del male non è in primo luogo che l’eutanasia sia illegale, ma che lo sia perché in così pochi chiedono l’eutanasia”. Naturalmente c’era chi obiettava. E anche la risposta: “Non abbiate timore, non mi sono dimenticato di Hitler, non stiamo programmando nessuno sterminio di massa di anziani e handicappati e altre bocche inutili da sfamare”. La conclusione è “rendere la morte di nuovo attraente, desiderabile, e la domanda di eutanasia spontanea”. La via democratica. Claudio Magris commentava a proposito di mancate vaccinazioni ai bambini down, destinandoli a una “pressoché sicura morte, ciò “ è sentito come un atto di misericordia verso i genitori…e la dipartita dell’anziano convinto ad andarsene viene programmata come una festa in suo onore e una sconfitta della solitudine della vecchiaia”. Siamo in questo tempo. Per questo quella che abbiamo davanti è una legge difficile.

domenica 12 marzo 2017

Suicidio assistito e pena di morte: radicale contraddizione del pentobarbital



Caro direttore,

c’è una parola che unisce due storie che apparentemente non hanno nulla in comune, e che attraversano la coscienza di tanti in questi giorni. Pentobarbital. Tanti hanno imparato a conoscerla, seguendo con angoscia e partecipazione la tragica vicenda di Fabiano Antoniani. È il farmaco usato per il suo suicidio assistito nella clinica azzurra di moduli prefabbricati Dignitas. In tanti abbiamo appreso particolari che non sapevamo. Per esempio che il protocollo utilizzato è quello di un antivomito somministrato alla persona, e poi, dopo circa mezzora, l’assunzione di una overdose unica di 15 mg di pentobarbital, appunto. Si dice che da due a cinque minuti dopo l’assunzione ci si addormenta, si entra in un coma, e dopo, circa 30 o 40 minuti, il respiro si ferma. Si muore in mezzora, quaranta minuti al massimo. Una infermiera italiana della Exit, che con i radicali accompagna questo tipo di morte, dice che non ha mai visto piangere dopo l’assunzione del farmaco.