Mario Marazziti - Pagina Ufficiale

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mercoledì 16 novembre 2016

Pena e speranza: carceri, riabilitazione, esecuzione della pena, riforme possibili


Quando l’Italia fu condannata dalla Corte europea con la sentenza Torreggiani i detenuti erano 65.905 mentre i posti erano 46 mila. Oggi sono 54.912 e i posti sono diventati 50.062.  Il tasso di sovraffollamento, grazie al lavoro del Governo e del Parlamento, è sceso dal 146% al 109%, meglio della Francia, 119 e della gran Bretagna. Le misure alternative sono raddoppiate, in tre anni, da 21 mila a 40 mila. E’ un indice positivo, vuole dire che si può costruire sicurezza senza ricorrere al carcere. 

venerdì 11 novembre 2016

Referendum costituzionale: A Roma Sì può



A Roma SI puo’. A Milano SI può. A Parma SI Può. A Messina SI può. Sono contento oggi parlare di questo referendum tirato di qua e di là. Che oscilla tra: “ma che gliene importa alla gente di questo referendum costituzionale con tutti i problemi “concreti” che ci stanno? e l’Armageddon, il Giudizio Finale, come se fosse l’Anno zero della post-democrazia e dell’ignoto. O semplicemente il tempo per dare una lezione a Renzi e a chi si vuole combattere, indipendentemente dal suo contenuto. Nel tempo della politica plebiscitaria, dei corpi intermedi deboli, dei partiti inconsistenti o fluidi, dei social media e delle leadership gridate è difficile farsi una idea, anche del merito.

giovedì 10 novembre 2016

Salute mentale: la sfida della dignità e della sostenibilità a 40 anni dalla legge Basaglia


Buongiorno, con amicizia, a tutti i presenti. Ringrazio non solo dell’invito, ma dello straordinario lavoro che fate, della scelta del tema di questa giornata, che ne fa un convegno importante, perché un convegno pensato fin dall’inizio per cambiare. Capire, fare tesoro dell’esperienza, guardare ai mezzi disponibili, cercare e costruire soluzioni possibili nella situazione data, per cambiare. Uno dei piccoli segreti “gratuiti” della Comunità di Sant’Egidio che può essere anche un antidoto alla rassegnazione, o al mero lamento o protesta in tempi di cambiamento del welfare, di risorse non infinite: cambiare il mondo, non smettere di volerlo cambiare, anche con mezzi deboli, a volte poveri, valorizzando tutto quello che c’è attorno.