Mario Marazziti - Pagina Ufficiale

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martedì 13 ottobre 2015

Cittadinanza: svolta epocale, svolta di civiltà





E’ la cultura italiana e lo stile di vita italiano che crea gli italiani. E’ il contrario dell’invasione.
In tanti si sono scagliati contro questa legge. Pieni di paure e di fantasmi. O in malafede. Perché l’Italia, senza gli immigrati, e senza la loro integrazione declina, anche come popolazione e come economia. Solo chi ha una identità debole ha paura e paura di includere i nuovi italiani. Noi non abbiamo paura, e un’Italia forte e convinta di sé oggi accoglie i nuovi italiani.
Ringrazio i miei amici della Comunità di Sant’Egidio, che dagli anni ‘90 hanno aiutato il paese a cambiare rotta. E nel 2004 hanno scritto il primo DL che introduceva lo ius culturae, alla cui stesura ho partecipato. Ringrazio tante forze sociali che si sono unite negli anni. Ringrazio Andrea Riccardi che ha aiutato il Paese a cambiare linguaggio e a non avere paura, durante la sua esperienza di ministro per l’integrazione, dopo anni di predicazione del disprezzo. Ringrazio la relatrice Fabbri e questa maggioranza. Sono molto felice e orgoglioso di avere dato un contributo a questa piccola e grande svolta di civiltà che riconoscerà ad almeno 700 mila nuovi italiani la nostra cittadinanza. L'Italia che non ha paura di mettersi assieme per il bene comune e per il futuro del Paese, e non per il declino, hanno voluto questo passo. Un benvenuto ai nuovi piccoli italiani, presto.


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Cittadinanza: voto finale Camera dei Deputati, 13 ottobre 2015

Presidente, colleghi deputati,

Tante leggi sono importanti, alcune sono non necessarie, e sono troppe. Ma ci sono dei passaggi fondamentali nella vita di un Parlamento, perché fanno della politica e della democrazia parlamentare il punto di svolta, il luogo di ascolto profondo del Paese, indicano il futuro. E la legge aderisce di nuovo al Paese che cambia. Anzi che è già cambiato.
E’ la legge che andiamo ad approvare oggi. E’ un punto di svolta. Chi è nato in Italia da un genitore immigrato, ma regolare, con un progetto di vita in Italia, diventa italiano dalla nascita. E chi è arrivato da bambino in Italia, piccolissimo o adolescente, ma studia in Italia, diventa italiano. Non per concessione. E’ la cultura italiana e lo stile di vita italiano che crea gli italiani. E’ il contrario dell’invasione.
In tanti si sono scagliati contro questa legge. Pieni di paure e di fantasmi. O in malafede. Perché l’Italia, senza gli immigrati, e senza la loro integrazione declina, anche come popolazione e come economia. Solo chi ha una identità debole ha paura e paura di includere i nuovi italiani. Noi non abbiamo paura, e un’Italia forte e convinta di sé oggi accoglie i nuovi italiani.
Ringrazio i miei amici della Comunità di Sant’Egidio, che dagli anni ‘90 hanno aiutato il paese a cambiare rotta. E nel 2004 hanno scritto il primo DL che introduceva lo ius culturae, alla cui stesura ho partecipato anche io. Ringrazio tante forze sociali che si sono unite negli anni. Ringrazio Andrea Riccardi che ha aiutato il Paese a cambiare linguaggio e a non avere paura, durante la sua esperienza di ministro per l’integrazione. Dopo anni di predicazione del disprezzo. Ringrazio la relatrice e questa maggioranza. Sono molto felice e orgoglioso di avere dato il mio contributo. Un benvenuto ai nuovi italiani!




Benvenuti a bambine e bambini d'Italia: approvata alla Camera la legge con nuove condizioni per la cittadinanza (santegidio.org)
http://www.santegidio.org/pageID/3/langID/it/itemID/13876/Benvenuti-a-bambine-e-bambini-d-Italia-approvata-alla-Camera-la-legge-con-nuove-condizioni-per-la-cittadinanza.html#3_13884,3_13876,3_13872,3_13844,3_13868